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Italia e vetrya: ad Orvieto si va a scuola con iPad
Sperimentazione nelle classi dove i “libri di testo”
saranno prodotti da allievi e docenti
21 settembre 2012 -
Se gli studenti pensano ed apprendono in modo diverso, la scuola prova strade
nuove. Da queste considerazioni è nato l'accordo tra vetrya, società
leader nello
sviluppo
dei nuovi media, l’operatore mobile 3 e la Scuola Media Luca Signorelli
di Orvieto. L’obiettivo della sperimentazione di tecnologie innovative per
la didattica digitale è quello di valutare l’impatto che possono
avere sui metodi di insegnamento e sul processo di apprendimento.
Il progetto, che partirà il 24 settembre, è rivolto ai ragazzi nati
negli anni novanta, i cosiddetti “nativi digitali”.
vetrya fornirà a titolo gratuito ai ragazzi oltre trenta tablet Apple iPad
retina display, con specifiche applicazioni sviluppate in accordo con il personale
docente della Scuola. Le applicazioni prevedono non solo il supporto digitale
dei “libri di testo” realizzati dai docenti in collaborazione con
gli allievi, ma anche moduli didattici del corso di studi e soluzioni interattive
per sessioni di formazione e comunicazione verso i genitori.
Il tablet diventerà un vero e proprio strumento personale di studio, attraverso
il quale sarà possibile operare grazie alla rete mobile veloce di 3 e alla
piattaforma di distribuzione di vetrya.
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“Oggi gli studenti
- sottolinea Katia Sagrafena, Direttore Generale di vetrya - usano smartphone,
tablet e social media come se fossero prolungamenti della propria vita. Muovono
storie, suoni, immagini da un territorio all'altro, da uno schermo all'altro.
Con questo progetto sperimentale intendiamo contribuire ad un coinvolgimento più
attivo nello svolgimento delle lezioni e avvicinare sempre più i ragazzi
al mondo della scuola attraverso strumenti e modalità di apprendimento
delle nuove generazioni”.
“È una didattica meno subita e più partecipata –
dichiara Massimilano Zuco, Sales Vice President di 3 Italia – Con questa
sperimentazione vogliamo aiutare il mondo della scuola facendo vivere ai ragazzi
la stessa emozione con cui partecipano ogni giorno alla propria “vita digitale”,
mettendo a frutto conoscenze già acquisite al di fuori delle aule e che
risultano più efficaci per il loro apprendimento”.
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